Il ritorno della politica è possibile, e anche a sinistra c’è chi lo vuole
Il ritorno della politica è possibile, e nella sinistra italiana non eterodiretta, non tenuta al guinzaglio in forme ormai grottesche dalla lobby di Repubblica, c’è chi lo vuole, lo desidera ardentemente, senza per questo rinunciare, e ci mancherebbe, all’esercizio di un ruolo di opposizione. Leggi IL TESTO DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
20 AGO 20

La riforma della giustizia, che Angelino Alfano ha proposto al Consiglio dei ministri e illustrato al capo dello stato, può essere l’asse intorno a cui far ruotare una svolta utile al paese, dopo mesi di ubriacatura scandalistica. Le basi culturali e civili ci sono. Nella cultura giuridica della sinistra esistono ormai, a quasi vent’anni dalla stagione forcaiola, posizioni garantiste e riformatrici sul giusto processo, sull’obbligatorietà troppo selettiva e arbitraria dell’azione penale, sulle carriere osmotiche di giudici e pm. Il Foglio ne dà conto ogni giorno. Da Luciano Violante in giù, si tratta di nomi importanti e significativi. Che una concezione belluina del conflitto non deprima questa tensione alla restaurazione di un clima civile, più che un auspicio, dovrebbe essere un compito politico, svolto con sincerità di testa e lucidità, da Alfano, da Berlusconi e dall’intera classe dirigente del paese.
Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
